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Vinzenz e l'amica degli uomini importanti

di Robert Musil

L’autore

Robert Musil nacque a Klagenfurt, in Austria, il 6 novembre 1880. Figlio di un ingegnere nominato professore al Politecnico di Brno, compì gli studi secondari presso questa città, nel collegio militare di Mährisch-Weisskirchen, dove aveva studiato anche Rilke e dove fu ambientato il suo primo romanzo, I turbamenti del giovane Törless (1906). Nel 1901 divenne ingegnere meccanico e fu assistente volontario per un breve periodo al Politecnico di Stoccarda. Nel 1904 si trasferì a Berlino, dove seguì corsi di filosofia e di psicologia sperimentale, addottorandosi nel 1908 con una tesi su Ernst Mach (relatore il filosofo e psicologo Carl Stumpf). Partecipò alla I guerra mondiale come ufficiale e, dopo la fine del conflitto, lavorò come bibliotecario, redattore editoriale e impiegato del ministero per la propaganda alle truppe. Dal 1923 si dedicò all'attività letteraria a tempo pieno, grazie anche agli aiuti economici dapprima (fino al 1931) dell'editore Rowohlt, in seguito di alcuni amici. All'avvento del nazismo lasciò Berlino, dove si era stabilito nel 1931, per tornare a Vienna, da cui emigrò in Svizzera dopo l'Anschluss del 1938. Qui visse prima a Zurigo e poi, dal 1939, a Ginevra, dove la morte lo colse il 15 aprile del 1941, mentre lavorava al suo incompiuto capolavoro, L'uomo senza qualità, i cui primi due volumi erano usciti nel 1930 e nel 1933. L'opera esprime insieme la crisi sociale di un'epoca e di una cultura e la tensione utopica che animava l'autore. Tra le sue altre opere, vanno menzionate le novelle impressioniste raccolte in Incontri (1911) e le commedie I fanatici (1921) e Vinzenz e l'amica degli uomini importanti (1923), nonché vari saggi, tra cui particolarmente famoso è quello Sulla stupidità.

 

 

La storia

Rappresentata per la prima volta nel 1923 a Berlino, la farsa Vinzenz e l'amica degli uomini importanti, mette in scena due avventurieri: la corteggiatissima Alfa e il matematico e truffatore Vinzenz. Mentitore con solida preparazione scientifica, le cui fantasie corrispondono poi ai fatti, “poiché i fatti sono fantastici”, Vinzenz è, “un uomo senza qualità che non vuole usare le sue qualità, il suo ingegno matematico e anche pratico, per un'attività costruttiva in una società e un mondo in cui non crede”.

Un disimpegno sociale, questo, parallelo a quello spirituale, di chi accetta la terribile coscienza di essere solo in un mondo irreale.

Insieme, Vinzenz e Alfa sono la coppia superiore, ma non del sesso bensí dello spirito: egli è l'intelletto ed essa è l'anima.

 

Note di regia

Il mondo che Alfa si è creata è ovattato e instabile, e nella sua “scatola di prestigiatore” lei appare e scompare per tirare le fila dei burattini del piccolo “circo borghese” di cui si circonda.

Vinzenz irrompe con la sua ironia nella speranza di riprendere con Alfa ad inseguire i sogni e le utopie di gioventù, cerca di trarre profitto dagli amici di Alfa e di mostrarle quanto sia irreale questo mondo reale: “sono i fatti che sono fantastici” dice Vinzenz.

Il mondo reale e i suoi rappresentanti, le ambiguità, non sono pericolosi per l’eroe che cerca la libertà. La libertà è una lotta interiore ” .....faccio la stessa vita degli altri, mi annoio, vado al cinema, al varietà, gioco a carte, vado a teatro e alle mostre d’arte e mi annoio anche lì, vivo la mia vita come ogni altra persona, senza la coscienza di esserne la causa, senza una direzione, senza un’ebbrezza, senza profondità. L’unico mio vantaggio e di non avere un vero mestiere, per cui vedo la verità più liberamente degli altri.”

Vinzenz è un eroe stanco, intelligente ma senza volontà e ambizione: un “uomo senza qualità” (e vanità) che non vuole usare la sua qualità per un’attività costruttiva in una società e un mondo in cui non crede. All’uomo libero è uguale solo la sua donna che la sua indole libera da ogni convenzione: l’affascinante Alfa. Insieme sono la coppia superiore, lui è l’intelletto e lei è l’anima.

Ma non è facile inseguire la libertà ad ogni costo: “siamo troppo simili noi due”.

Nell’avvicinarsi a questo testo di Musil la prima cosa da tener presente è l’ironia metafisica senza la quale non sarebbe altro che l’ennesima rappresentazione di un mondo borghese in disfacimento, ma sfiora, invece, (anche nel suo linguaggio pieno e convenzionale) con la sua bizzarria, il teatro dell’assurdo, pur mantenendo un tono di modesto buon senso.

Raffaele Montagnoli


Dati Tecnici

Spettacolo in 2 atti della durata di 1,30 h. circa

Traduzione: Alighero Chiusano

Regia: Raffaele Montagnoli

Direttore di scena: F. Pinato

Scene: C.D.

Costumi: P.R.

Realizzazione Costumi: Rosanna Peila

Luci e fonica: Enzo Bili

Grafica:T.S.

Gli Attori

Dana Caresio

Raffaele Montagnoli

Fabrizio Pinato

Luciana Sereno Regis

Massimo Trono

Alessandro Morro

Luca Lippolis

 

Date spettacoli

8 aprile 2011 – Teatro Araldo - Torino

26 novembre 2011 - BellARTE - Torino  (locandina in pdf)

Altre date in via di definizione